La convenzione fantasma
Da diverse settimane circolavano voci isistenti secondo le quali il dirigente comunale preposto aveva siglato con il consorzio Padulli la convenzione che dovrebbe rendere operativo il piano particolareggiato dei Padulli.
Con la trasparenza che ha sempre contraddistinto il comportamento dell'amministrazione in questa vicenda questo importante passaggio dovrebbe essersi compiuto il 31 luglio (a ridosso della pausa estiva, periodo dell'anno storicamente propizio per le operazioni più torbide) senza che né il comune, né il consorzio, sempre così solerti nell'invio di missive più o meno intimidatorie, abbiano sentito il bisogno di informare i proprietari non aderenti al consorzio. Nessuna nota è stata pubblicata sul sito del Comune.
Nel frattempo in consiglio comunale è ancora senza risposta una interrogazione del consigliere Capacci sulla vicenda (interrogazione di cui abbiamo già scritto in questo blog), e c'è anche una mozione dello stesso Capacci in attesa di essere discussa.
Il tutto mentre il direttore generale Laura Chiodarelli ci rassicurava circa l'intenzione del comune di valutare con attenzione e dare una risposta a tutte le questioni da noi sollevate, prima di rendere operativo il piano !!!
Situazioni e comportamente che non saprei come definire se non grotteschi.
Venuti comunque a conoscenza della cosa, abbiamo chiesto e ottenuto dall'amministrazione una conferma ufficiosa dell'avvenuta firma della convenzione. Alla nostra formale richiesta di prendere visione della stessa (che è un atto pubblico, al quale peraltro siamo direttamente interessati, e per di più riguarda un procedimento che è oggetto di un ricorso al TAR) ci è stato detto che ciò non è possibile perché l'atto giace presso un notaio in attesa di essere registrato.
Chi scrive non è un notaio nè un avvocato. Quindi non ci è ancora ben chiaro se l'amministrazione stia prendendo per i fondelli noi (negandoci l'accesso ad atti pubblici a cui è nostro preciso diritto accedere, come cittadini, come diretti interessati, e come estensori di un ricorso al TAR) o i consorziati (apponendo una sorta di "firma condizionata a scoppio ritardato" su una convenzione che allo stato non è ancora un atto amministrativo, ma solo un foglio di carta in mano ad un notaio).
Certo è che in comune stanno certamente prendendo per i fondelli dei cittadini che hanno diritto ad essere trattati con rispetto (in quanto cittadini e contribuenti che versano le tasse con cui gli amministratori si pagano lo stipendio).
Altrettanto certo è che questa della "convenzione fantasma" già firmata dall'amministrazione, ma non ancora efficace dal punto di vista amministrativo e non divulgabile ad alcuni degli interessati (ma ad altri sì, visto che ovviamente i consorziati sanno cosa hanno firmato, sempre che abbiano davvero firmato qualcosa) si configura come l'ennesimo episodio inqualificabile confezionato dall'amministrazione comunale lungo il travagliato iter del piano particolareggiato dei Padulli.